Il clima è per eccellenza la variabile che individua la dimensione plurale, collettiva, del gruppo di lavoro.
Per clima si intende un insieme di elementi, opinioni, sentimenti, percezioni dei membri che caratterizzano la qualità dell'ambiente del gruppo, la sua "atmosfera".
Anche la variabile clima, come la comunicazione, non ha e non può avere momenti dedicati perché è una caratteristica che si crea, per lo più inconsapevolmente, durante la vita del gruppo.
L'evidente difficoltà di interpretazione e descrizione della variabile "clima" non può, tuttavia, autorizzare una disattenzione verso di essa e non diminuisce la necessità di fornirle una definizione ed una misurazione adeguata alla sua complessità ma anche sufficientemente agile da poter essere usata come strumento per lo sviluppo del gruppo.
Quelle che seguono sono le liste di indicatori di primaria attenzione cui fare riferimento:
Un buon clima è rilevabile quando gli indicatori sopra indicati segnalano che c'è il giusto sostegno e calore, i ruoli sono riconosciuti attraverso la valorizzazione delle capacità dei membri, la comunicazione è aperta, franca e trasparente e fornisce feedback chiari ed accettabili sui comportamenti e sui risultati.
In questo senso è giusto affermare che tutte le altre variabili fin qui considerate nel modello di team building seguito, orientano ed influenzano il clima: la leadership e l'obiettivo sono, tra le variabili considerate, quelle che più spesso possono interferire con le condizioni climatiche del gruppo come, del resto, è stato ampiamente documentato dalle ricerche lewiniane, ma anche le altre sono in gioco e di sicuro, tutte, influenzano il clima.
Ma al di là dell'intreccio tra le variabili del modello il fattore in più che decide del clima del gruppo non può che essere rappresentato dal c.d. "collettivo". In un gruppo, ogni membro influenza il clima in senso sia positivo che negativo: ciascuno immette nel gruppo tensioni, ostilità, soddisfazione, fiducia, che derivano dalla tensione volta alla soddisfazione dei bisogni individuali e che spesso sono l'esito dello stesso bisogno che motiva all'appartenenza al gruppo. Il contrasto tra i diversi bisogni e le strategie di soddisfazione messe in atto dai singoli membri determina, da una parte, l'apporto che ciascuno dà alla formazione dell'atmosfera del gruppo e, dall'altra, la percezione reciproca degli eventi che accadono e del loro significato per il gruppo.
Questa considerazione, per quanto ovvia, può essere utile per sottolineare che l'attenzione al fattore "clima" va diretta precisamente in quella zona intermedia che consente ad una somma di percezioni individuali di mescolarsi, aggregarsi, stemperarsi, rinforzarsi, trasformarsi variamente, diventando un fenomeno autenticamente gruppale. Il passaggio dall'interazione all'integrazione dipende molto dal consolidamento di un clima positivo.
Le evidenze principali si hanno là dove si registra il progressivo maturare di una cultura della fiducia che vince la cultura della diffidenza, dove si instaura la voglia della ricerca e l'accettazione di mete sfidanti, dove la stessa espressione di soddisfazione e compiacimento per i risultati conseguiti si identifica con il riconoscimento del valore del "noi".
Nello sviluppo di un buon clima è importante il ruolo del leader. Nello svolgere il suo ruolo, nella fase di costruzione del gruppo di lavoro, il leader ha un peso decisamente rilevante nel permettere e favorire nel gruppo stesso il "giusto clima" adeguato all'obiettivo da raggiungere.
Il leader dovrà essere consapevole che un clima caldo, supportivo e, nello stesso tempo, attento al compito ad alla valorizzazione delle capacità di ciascuno porta più facilmente all'individuazione del metodo più coerente ed adeguato ai bisogni dei membri ed al compito del gruppo di lavoro che si sta formando. E se il leader saprà accettare ed essere consapevole di essere un agente di cambiamento attraverso il suo comportamento, più che attraverso le sue parole, riuscirà a dare un grande contributo all'instaurazione del clima giusto per lavorare.
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